KPI: cosa significa davvero questa parola sempre più centrale nelle aziende

Negli ultimi anni il tema ESG è entrato sempre più spesso nelle conversazioni legate al mondo delle imprese, ma nella quotidianità di molte aziende e studi professionali viene ancora percepito come qualcosa di distante.
Anche dal questionario realizzato da Data Carpi sui propri clienti professionisti emerge una situazione piuttosto chiara: l’interesse verso sostenibilità, governance e bilancio sociale esiste, ma raramente viene vissuto come una priorità concreta.
In parte è naturale.
Per molto tempo l’ESG è stato raccontato soprattutto come un tema reputazionale, spesso associato alle grandi aziende, alla comunicazione corporate o agli obblighi normativi più complessi. Per tante PMI, invece, le urgenze quotidiane rimangono altre: gestione operativa, scadenze, organizzazione interna, marginalità, continuità del lavoro.
Eppure il punto probabilmente non è cosa rappresenta l’ESG oggi, ma cosa potrebbe rappresentare domani.
Il cambiamento più importante, infatti, potrebbe arrivare dal fatto che sostenibilità, governance e organizzazione aziendale inizieranno sempre più a essere utilizzate come strumenti di valutazione concreta delle imprese. Non soltanto per capire “come comunica” un’azienda, ma per comprenderne affidabilità, struttura, capacità gestionale e visione nel lungo periodo.
Questo scenario riguarda in particolare anche il mondo finanziario e creditizio. Sempre più spesso banche, istituti finanziari e stakeholder osservano elementi che vanno oltre i numeri puramente economici: organizzazione interna, gestione dei processi, capacità di pianificazione, continuità aziendale e struttura decisionale stanno diventando indicatori sempre più rilevanti.
In questo senso, l’ESG rischia di essere interpretato in modo riduttivo quando viene associato esclusivamente alla sostenibilità ambientale. In realtà il tema riguarda molto più profondamente il modo in cui un’impresa è organizzata e la sua capacità di dimostrare solidità nel tempo.
Anche per questo motivo il ruolo di studi professionali e consulenti potrebbe diventare sempre più centrale. Le aziende avranno bisogno non soltanto di strumenti, ma di supporto nell’organizzazione dei dati, nella definizione dei processi e nella costruzione di modelli gestionali più strutturati e leggibili.
Probabilmente il vero cambiamento non sarà improvviso. Succederà in modo graduale, quasi silenzioso, entrando progressivamente nei criteri con cui imprese, partner e istituti valuteranno la qualità di un’organizzazione.
Ed è proprio questo l’aspetto più interessante: oggi molte aziende considerano l’ESG un tema secondario, ma nei prossimi anni potrebbe diventare parte integrante del modo in cui verrà misurata la credibilità stessa di un’impresa.





