Dietro le quinte di Data - Incontra Silvia

Oggi incontriamo “Silvia dell’amministrazione”.
Intervistare Silvia è stata una meravigliosa esperienza! Nonostante la sua preoccupazione di sembrare autoritaria, Silvia ha un atteggiamento dolce e gentile. È una persona umile e molto sensibile, che ha saputo trasmettere un'aura di calma e positività durante l'intervista.

Ciao Silvia, grazie per aver accettato questa intervista. Puoi raccontarci un po' della tua esperienza lavorativa?


Da ragazza ho deciso di fare il liceo scientifico perché desideravo approfondire questo tipo di studi ma appena uscita da scuola ho avuto l’occasione di lavorare nel reparto amministrativo di un’azienda di abbigliamento. Per poter padroneggiare il mio ruolo ho seguito un corso di formazione amministrativa. Sono rimasta 12 anni in questa azienda che per me è stata fondamentale per la mia esperienza e formazione professionale.

Come sei arrivata da Data?
Nel 1999 grazie a Simona che conoscevo da tanto tempo e con cui giocavo a pallavolo, ho avuto l’occasione di conoscere questo ambiente e iniziare un nuovo percorso lavorativo e umano che dura ancora oggi da 23 anni.

Come ti trovi qui?
Data è per me un’esperienza importantissima sia in ambito professionale che umano. Data mi ha insegnato a lavorare in team, cosa che non avevo mai fatto prima. Ho imparato l'importanza di scambiarsi opinioni e di essere un punto di riferimento anche se non si hanno tutte le risposte. E’ un ambiente in cui cresciamo tutti insieme.

E il tuo ruolo?
Sono referente amministrativa di Data, mi occupo di contabilità, bilanci, parte della fatturazione e delle paghe. I primi giorni del mese, in cui mi occupo principalmente delle paghe, i miei colleghi scherzano con me: "Che luce che hai Silvia in questi giorni", ma poi mi dimenticano. Scherzo. 😉

Chi è Silvia fuori da Data?
Sicuramente una mamma! Ho due figli, Cristian il più grande e Luca. Mi piacciono tutti gli sport, tranne il calcio. Il calcio proprio non mi piace.
Mi piacciono gli sport e mi piace camminare all'aperto, molto meglio se in compagnia.
Siamo una famiglia di pallavolisti: i miei figli hanno ereditato la mia passione e il mio compagno allena tuttora una squadra.

Hai un sogno nel cassetto?
Viaggiare tanto e perché no, andare a vivere al mare. 
Autore: Comunicazione Data 27 gennaio 2026
Negli ultimi anni parole come sostenibilità , responsabilità , impatto sono entrate nel linguaggio quotidiano delle imprese. A volte con convinzione, altre volte per obbligo, altre ancora per moda. In mezzo a tutto questo, il bilancio sociale viene spesso percepito come qualcosa di lontano: uno strumento complesso, “da grandi aziende”, magari utile solo per cooperative o multinazionali. In realtà non è così. E capire cos’è davvero un bilancio sociale aiuta a capire anche perché oggi si parla tanto di ESG . Cos’è davvero un bilancio sociale Il bilancio sociale è uno strumento che racconta chi è un’organizzazione, cosa fa e che impatto ha , non solo dal punto di vista economico, ma anche sociale e, sempre più spesso, ambientale. Non sostituisce il bilancio economico. Lo affianca. Se il bilancio economico risponde alla domanda “quanto abbiamo guadagnato?” , il bilancio sociale risponde a domande diverse, ma altrettanto importanti: che valore produciamo per le persone che lavorano con noi? che rapporto abbiamo con clienti, fornitori e territorio? che tipo di scelte facciamo, ogni giorno, come organizzazione? In altre parole: racconta il senso dell’impresa , non solo i numeri. Il legame tra bilancio sociale ed ESG Qui entra in gioco l’ESG. ESG è un acronimo che sta per Environmental, Social, Governance e indica i tre ambiti attraverso cui oggi si valuta la sostenibilità di un’azienda. Il bilancio sociale è uno degli strumenti principali per rendere visibile proprio la parte Social e Governance dell’ESG: come gestisci le persone come prendi decisioni come ti relazioni con la comunità quanto sei trasparente Per questo motivo, sempre più spesso, il bilancio sociale diventa: un supporto per bandi e finanziamenti un elemento di credibilità verso clienti e partner una base concreta per parlare di sostenibilità senza slogan Non è solo comunicazione. È rendicontazione consapevole . Non è solo per chi “deve farlo” È vero: alcune realtà sono obbligate per legge a redigere il bilancio sociale. Ma molte altre scelgono di farlo , perché hanno capito che è uno strumento strategico. Un bilancio sociale ben fatto: aiuta a fare ordine interno rende visibili attività che spesso vengono date per scontate rafforza l’identità aziendale migliora la fiducia di chi guarda da fuori E soprattutto costringe a fermarsi e chiedersi: stiamo andando nella direzione giusta? Due esempi molto diversi (e molto reali) Per capire che il bilancio sociale non è una cosa “standard”, basta guardare come viene utilizzato da realtà molto diverse tra loro. VeraLab di Estetista Cinica: identità, valori e comunità VeraLab non è una cooperativa né un ente pubblico. È un brand commerciale, con una forte identità e una comunicazione molto riconoscibile. Nel suo bilancio sociale racconta: il rapporto con le persone che lavorano nell’azienda l’attenzione al linguaggio e alla comunicazione le scelte di produzione e posizionamento il modo in cui costruisce relazione con la propria community In questo caso il bilancio sociale diventa uno strumento di coerenza : dimostra che ciò che il brand racconta all’esterno è allineato a ciò che fa davvero. È un esempio chiaro di come la sostenibilità non sia solo ambientale, ma anche culturale e sociale. Il bilancio di sostenibilità di Veralab Aliante Cooperativa Sociale: l’impatto come cuore del lavoro Cooperativa Aliante opera nel mondo della cooperazione sociale. Qui il bilancio sociale è da sempre uno strumento centrale. Nel loro caso serve a rendere visibile l’impatto sulle persone coinvolte, il valore generato per il territorio, i risultati sociali e la coerenza tra missione e attività quotidiane Il bilancio sociale diventa una vera e propria mappa dell’impatto , utile sia verso l’esterno sia all’interno, per mantenere allineata l’organizzazione. Sito della cooperativa: https://www.aliantecoopsociale.it/ Il loro bilancio sociale: https://irp.cdn-website.com/bf15fbb0/files/uploaded/Bilancio_Sociale_2024.pdf Cosa hanno in comune questi esempi?  Poco, all’apparenza. Un brand commerciale e una cooperativa sociale sembrano mondi lontani. Eppure hanno una cosa in comune: usano il bilancio sociale per raccontare ciò che conta davvero per loro . Non è un documento “uguale per tutti”. È uno strumento che prende forma a partire dall’identità dell’organizzazione. Ed è proprio per questo che può essere utile anche a PMI, studi professionali, realtà strutturate che vogliono: distinguersi essere più trasparenti parlare di sostenibilità in modo concreto prepararsi a richieste future legate all’ESG Dati, metodo e consapevolezza Un buon bilancio sociale non nasce dall’improvvisazione. Servono dati, metodo e strumenti che permettano di raccogliere informazioni in modo ordinato e coerente. È qui che la tecnologia e i sistemi informativi diventano alleati fondamentali: non per complicare, ma per rendere leggibile ciò che l’azienda già fa ogni giorno. È in questo spazio che realtà come Data affiancano imprese e professionisti, aiutandoli a trasformare dati e processi in valore raccontabile. Il bilancio sociale non è un esercizio di stile. È una scelta di maturità.
Autore: Comunicazione Data 27 gennaio 2026
Sara, Assistenza software professionisti.